La grande scritta "
Yes we camp" (che con ironia sottolinea lo status di "campeggiatori" forzati in cui stanno vivendo) è il gesto più visibile che i comitati cittadini di L'Aquila e dintorni hanno messo in scena in questi giorni. La collina di Roio, che domina l'autostrada A24, è diventata un enorme striscione naturale per esprimere civilmente la protesta del popolo dei terremotati. Ma i manifestanti ci tengono a sottolineare che l'obiettivo della loro protesta non è il G8, tuttavia l'attenzione che esso porta sulle terre d'Abruzzo è un megafono che non possono lasciarsi scappare. L'obiettivo dei comitati cittadini è invece quello di informare l'opionione pubblica "
che le cose in Abruzzo non vanno come dicono, perché la ricostruzione non è mai partita". Ecco le parole che Mattia Lolli, membro di "3.32", uno dei Comitati cittadini sorti dopo il terremoto, ha dichiarato a Televideo: "
Noi siamo ancora tutti nelle tende, non è cambiato niente dal 7 aprile. Non è vero che la ricostruzione è partita.
L'unica cosa che è stata celere sono stati i lavori per il G8. Chiediamo che entro settembre tutti gli aquilani tornino all'Aquila. Bisogna requisire le case sfitte, servono alloggi rimovibili, le casette di legno, perché
diversi anziani stanno morendo. Qui di giorno fa caldo, e la notte fa freddo. Chiediamo che ci ascoltino. Le nostre richieste riguardano la ricostruzione, che deve esserci garantita. Abbiamo il diritto di vedere ricostruite le nostre città che ora sono spopolate. Inoltre chiediamo che ci sia trasparenza e partecipazione.
E' importante che la popolazione venga sentita. Non sono richieste di pochi, è il sentire di tutti gli aquilani, come testimonioa anche la fiaccolata di qualche giorno fa".
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